La GDO italiana e i modelli di business più profittevoli, le prospettive della GDO

L'inflazione ha minato la domanda ed eroso il potere di acquisto dei consumatori, portando a una flessione dei profitti per molte aziende.
Scritto da Redazione, 30 Aprile 2023 - Tempo di lettura: 8 minuti

Uno studio condotto dall’Istituto Georetail Italia Srl mette a confronto sei cluster di imprese all’interno del mondo della grande distribuzione organizzata (GDO) italiana, presentando un quadro accurato sulle dinamiche economiche delle diverse aziende. La GDO italiana è composta da molte imprese con business diversi, che vanno da negozi di proprietà a quelli che vendono vendono rifatturando le merci acquistate dai fornitori ai propri soci, passando per chi ha Cash e vende anche a piccole superette, ma che ha anche qualche supermercato di proprietà. Vi sono inoltre le imprese nel business dei drugstore, che presentano assortimenti simili a quelli della GDO, in particolare per la cura della casa e della persona, ma non solo.

Secondo lo studio, la situazione è molto eterogenea, ma in media il margine di guadagno è basso rispetto alla somma dei costi che si devono sostenere per mantenere l’efficienza. Tuttavia, l’indagine mette in evidenza quali sono i modelli di business più profittevoli all’interno del mondo Vègè. Questo, insieme ad uno studio già pubblicato su ESD, offre una panoramica completa sui profitti, i costi e le difficoltà dei vari modelli presenti nella GDO italiana.

L’indagine ha rilevato che il grosso volume d’affari ha portato la maggior parte delle imprese a gestirne i costi senza preoccuparsi troppo delle analisi economiche, ovvero del confronto di tutti gli indicatori che permettono di mettere a fuoco le differenze, in positivo ed in negativo. Tuttavia, gli studi dell’Istituto Georetail Italia e di Mediobanca sono decisamente interessanti poiché permettono di definire con precisione i contorni delle diverse imprese e dei loro modelli di studio.

Nello specifico, l’indagine per la GDO italiana ha messo a confronto sei cluster di imprese all’interno del mondo Vègè. Il primo gruppo è formato da coloro che hanno negozi di proprietà e vendono al consumatore finale. Il secondo gruppo è composto da quelli che vendono a soci e affiliati che a loro volta vendono al consumatore finale. A differenza del primo gruppo, ad esempio, non si trovano alti costi del lavoro e di gestione in questo secondo cluster. Il terzo gruppo è formato da aziende che, come in ESD, lavorano con un modello misto, ovvero che hanno una parte di negozi di proprietà e una parte di vendita ad affiliati.

Il quarto cluster è composto da aziende che hanno negozi di proprietà e vendono anche a Cedi. Il quinto gruppo è formato da aziende che hanno negozi Cash e vendono anche a piccole superette, ma hanno anche qualche supermercato di proprietà. Infine, il sesto cluster è composto dalle imprese nel business dei drugstore, che presentano assortimenti simili a quelli della GDO.

Cosa è emerso da questo studio, in breve

La grande distribuzione italiana alla prova dei numeri. Il mondo della grande distribuzione è in continua evoluzione, ed è quindi fondamentale analizzare i numeri e le differenze nel dettaglio per comprendere il settore. Purtroppo, non è facile trovare sul mercato studi che analizzino il comparto con questa attenzione ai dettagli. Tuttavia, gli studi di Mediobanca e dell’Istituto Georetail Italia forniscono un’analisi accurata e interessante.

Le diverse peculiarità della GDO. La GDO italiana presenta molte peculiarità, e gli studi di Mediobanca e dell’Istituto Georetail Italia analizzano e distinguono le diverse aziende suddividendole in cluster. In particolare, Mediobanca ha suddiviso le aziende in tre cluster: i retailer alimentari con negozi diretti, quelli che vendono sia con negozi diretti sia agli affiliati e quelli che vendono solo agli affiliati. Al quarto cluster, invece, appartengono i drugstore.

La situazione dell’azienda Végé è ancora più eterogenea, con sei modelli di business presenti. Ci sono coloro che hanno negozi diretti e vendono al consumatore finale, aziende che vendono a soci e affiliati che a loro volta vendono al consumatore finale, aziende che lavorano con un modello misto, aziende che fanno solo cash&carry, aziende che fanno cash&carry e gestiscono anche supermercati e drugstore dedicati solo alla detergenza.

Il modello più profittevole. In questo contesto così variegato, è interessante capire quale sia stato il modello più profittevole negli ultimi 5 anni (2017-2021). Mediobanca evidenzia come il discount e i private label siano l’antidoto contro il caro prezzi, ma sul fronte aziendale si traducono in minori guadagni per i supermercati nonostante l’aumento delle vendite.

La flessione dei profitti e il rischio dei tagli ai costi. Tuttavia, la flessione dei profitti rappresenta un rischio concreto per gli operatori, che potrebbero essere costretti a tagliare i costi, fra cui quello del lavoro. In questo senso, la situazione di Carrefour rappresenta un campanello d’allarme. Inoltre, il settore della GDO è anche assediato da nuovi player nell’e-commerce.

L’inflazione mina la domanda

Secondo lo studio di Piazzetta Cuccia, i dati preliminari dei grandi retailer internazionali quotati indicano vendite nel 2022 in aumento del 7,8%, ma con un calo dei margini industriali del 6,2%. Per la GDO italiana, invece, è attesa una crescita delle vendite del 6,7% nel 2022, con l’ebit margin in calo all’1,4% dal 2,4% del 2021. L’inflazione minaccia la tenuta della domanda, in calo del 6% a gennaio 2023, erodendo il potere di acquisto dei consumatori nonostante si preveda un ulteriore incremento delle vendite del 2,8%.
I cluster più profittevoli di Végé

Il settore della grande distribuzione organizzata, come abbiamo visto, è in continua evoluzione e i modelli di business delle aziende sono sempre più complessi e diversificati. Nel caso di Végé, Mediobanca ha individuato sei cluster di aziende che operano in modo differente sul mercato.

Il primo cluster riguarda le aziende che hanno negozi diretti e vendono al consumatore finale. Questo gruppo è molto eterogeneo e comprende aziende di varie dimensioni, che operano in diverse zone geografiche e con diverse strategie di prezzo. Tra le aziende più profittevoli di questo cluster si trovano Esselunga, Coop e Conad.

Il secondo cluster è formato dalle aziende che vendono a soci e affiliati che a loro volta vendono al consumatore finale. In questo gruppo troviamo aziende come Metro e GDS, che lavorano con un modello di business misto, che prevede la vendita sia con negozi diretti (vendita al dettaglio) sia con la vendita agli affiliati (vendita all’ingrosso).

Il terzo cluster comprende le aziende che fanno solo cash&carry. Questo tipo di azienda si caratterizza per avere un numero elevatissimo di referenze e scontrini medi molto alti. Tra le aziende più profittevoli di questo gruppo si trovano C&C Cash&Carry e Depò.

Il quarto cluster è formato dalle aziende che fanno cash&carry e gestiscono anche supermercati. In questo gruppo troviamo aziende come Pam Panorama e Eurospin.

Il quinto cluster riguarda i drugstore dedicati solo alla detergenza. Questo tipo di azienda si caratterizza per avere una gamma di prodotti molto specifica e per avere costi di gestione molto bassi. Tra le aziende più profittevoli di questo gruppo si trovano La Gardenia e Acqua & Sapone.

Nonostante ciò, il settore continua a evolversi e le aziende cercano di adattarsi alle nuove sfide del mercato

Il sesto e ultimo cluster è formato dalle aziende che vendono online. In questo gruppo troviamo aziende come Amazon e Zalando, che hanno una forte presenza sul mercato online e che stanno cercando di espandersi anche nel settore della GDO.

I grafici dedicati a tutto il mondo Végé. Nella parte finale dello studio di Mediobanca vengono presentati alcuni grafici dedicati a tutto il mondo Végé, per mettere a conoscenza dei lettori quali aziende hanno accumulato i maggiori profitti negli ultimi 5 anni.

Tra le aziende più profittevoli si trovano Esselunga, Coop e Conad, che si posizionano ai primi posti sia per fatturato che per margine operativo lordo. Altri player importanti sono Carrefour, Pam Panorama e Lidl.

In generale, il settore della grande distribuzione organizzata in Italia è stato colpito dalla pandemia e dalla guerra dei prezzi. La crescente inflazione ha minato la domanda e ha eroso il potere di acquisto dei consumatori, portando a una flessione dei profitti per molte aziende del settore.


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